H. P. GRICE E J. L. SPERANZA: LA CONVERSAZIONE: I VERBALI: NE
Catalogue
Raisonné of J. L. Speranza’s Publications – H. P. Grice e J. L. Speranza: La
Conversazione – I Verbali: NE
Speranza, J. L.
(n. d.). ‘Grice e Negri: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale Antimo Negri (Mercato,
Napoli, Campania): la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale. A
comparison between Grice and Antimo Negri with respect to reason‑governed
conversational meaning highlights a contrast between an analytic reconstruction
of communicative rationality and an idealist-historicist understanding of
reason as a living act. Grice’s theory treats conversational meaning as regulated
by publicly shareable norms of rational cooperation, where implicature arises
from calculable departures from what is said, guided by maxims that articulate
how reason structures mutual understanding in ordinary discourse. Negri, formed
within the Italian idealist tradition of Gentile and deeply engaged with
Hegelian mediation, would be less inclined to isolate conversational reason as
a quasi‑technical system of rules, and more disposed to view it as an
expression of the self‑actualizing activity of thought within concrete
historical and cultural life. From this perspective, implicature is not merely
an inferential add‑on to semantic content, but a manifestation of the
dialectical tension between explicit utterance and the spiritual horizon in
which it is produced and received. Where Grice insists on clarity about
intentions, responsibility, and inferability as the rational backbone of
communication, Negri would likely emphasize the formative role of tradition,
intellectual style, and irony in sustaining meaningful conversation, especially
within philosophical exchange. The point of contact between them lies in their
shared resistance to scepticism about meaning: both reject the idea that
conversation is arbitrary or opaque, yet they differ in where they locate its
rational ground—Grice in the regulative logic of cooperative interaction, Negri
in the broader, historically mediated life of reason that animates dialogue
beyond the level of explicit inference. Grice: “At Oxford, idealists – like
Bradley – are called bigheads – which is better than the monicker metaphysical
sceptics receive: ‘beheads’!” Filosofo italiano.
Allievo di ALIOTTA , con il quale si laurea a Napoli, sempre considera come suo
maestro GENTILE , di cui tuttavia non è stato direttamente un
discepolo. L'intensità con cui N. approfondiscd la filosofia di Gentile si
concretizzato dapprima nello studio dell'allontanamento di
SCIACCA dall'attualismo poi in sagi quali: “Gentile,” “L'estetica di
Gentile,” e “Gentile educatore.” Molti sono i saggi dedicati
all'IDEALISMO, tra cui i saggi “La presenza di Hegel,” “Ricerche e meditazioni
hegeliane,” e “Hegel” e le traduzioni di saggi hegeliane come “La vita di Gesù”
e “Le orbite dei pianeti.” A queste traduzioni si aggiungono anche quelle
di grandi classici del pensiero filosofico, economico e
sociologico. Riceve il premio San Gerolamo. A N. si deve anche la
valorizzazione di alcune grandi personalità della cultura italiana, come quelle
di EMO-CAPODILISTA , MICHELSTAEDTER , ed EVOLA . La sua carriera lo ha
visto professore di storia della filosofia in alcune delle più importanti
università italiane: Bari, Perugia e Roma, dove lavora presso l'Università
degli studi di Roma Tor Vergata fino alla fine del suo incarico
universitario. Nel corso della sua esperienza intellettuale è stato
impegnato in un'intensa attività saggistica e pubblicistica, scrivendo sulle
più importanti riviste culturali italiane e straniere, tra le quali: il
Giornale critico della filosofia italiana», il Giornale di metafisica», «I Problemi
della Pedagogia», «Rinascita della Scuola», «Dix-Huitième Siècle»,
«L'Enseignement Philosophique», «Studia Estetyczne», «Idealistic
Studies». Collabora con molti dei maggiori quotidiani nazionali: «Il
giornale d'Italia», l'«Avanti», «Il Messaggero», «Il Sole 24 Ore», «Il Tempo» e
«il Giornale». implicatura. Grice: Carissimo Negri, Oxford è
famosa per i suoi idealisti “bigheads”—ma a Napoli, ci sono anche i filosofi
“testa calda”? Oppure il clima campano raffredda i pensieri metafisici? Negri:
Caro Grice, tra Vesuvio e filosofia, qui le teste si scaldano eccome! Ma almeno
nessuno perde la testa come i “beheads” dello scetticismo inglese. Da noi si
preferisce un espresso e una meditazione su Gentile… con molta ironia! Grice:
Mi piace! Un caffè metafisico non guasta mai. Dimmi, tra Hegel, Gentile e la
presenza di Emo-Capodilista, capita mai che la conversazione diventi una
partita di ping-pong dialettico? O si rischia che la “implicatura” si perda tra
i biscotti? Negri: Grice, la filosofia italiana è come una tavola imbandita:
tra biscotti, caffè e saggi, ogni implicatura trova il suo posto. E se la
dialettica si fa troppo serrata, basta un sorriso partenopeo: d’altronde,
filosofare è meglio che prendersi troppo sul serio! La conversazione continua,
con un brindisi ideale. Negri, Antimo (1944). Dissertazione. Facolta di
Filosofia e Lettere. Napoli
Speranza, J. L.
(n. d.). ‘Grice e Negri: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale Antonio Negri (Padova, Veneto): la ragione conversazionale e
l’implicatura conversazionale. A comparison between Grice and Antonio
Negri on reason‑governed conversational meaning brings into relief two
radically different but curiously intersecting conceptions of rationality. For
Grice, conversational meaning is governed by reason insofar as speakers
implicitly commit themselves to norms of cooperation, inferability, and
communicative responsibility; implicature arises because interlocutors trust
that utterances are produced within a shared rational framework, even when what
is meant exceeds what is said. Negri, by contrast, relocates conversational
reason from the analytic space of individual intentions to the collective,
productive dimension of political and social life. In his work on political
grammar, power and potency, conversation is not merely an exchange governed by
maxims but a form of assembly, where meaning emerges through conflict,
plurality, metaphor, and historical struggle. From this perspective,
implicature is no longer just a calculable inference but a site of political
possibility, where what is unsaid carries the force of latent collective action.
While Grice seeks to stabilize meaning against scepticism by articulating its
rational rules, Negri accepts fragility as constitutive, seeing the openness of
conversation as the very condition of its creative power. The convergence
between them lies in their shared rejection of arbitrariness: both insist that
meaning is governed, not accidental; yet they diverge sharply on what governs
it—Grice locating reason in cooperative intentionality, Negri in the immanent,
plural productivity of social and political life, where conversation is less a
norm‑regulated exchange than a fragile, resistant “grammar” continually remade
in practice. Grice” “In my Philosophical Eschatology and Plato’s republic,’ I
venture into political philosophy. Negri ventured into it his whole life – and
beyond!” Filosofo Padovano. Filosofo veneto. Filosofo italiano. Padova, Veneto.
Grice: “Only in Italy a philosopher philosophises on Pinocchio!” -- Grice: “I
like his idea of a new ‘grammar of politics,’ even if he uses the extravagant
metaphor, delightful though, ‘fabbrica di porcellana’. He has a gift for
metaphor, sure!” – Grice: “’la lenta ginestra’ to qualify Leopardi’s ontology
is genial!” -- Grice: “Negri reminds me of ‘pinko Oxford’!” Tra gli anni sessanta e gli anni settanta, fu uno dei maggiori teorici del
marxismo operaista. Dagli anni ottanta in poi, si dedicò invece allo studio del
pensiero politico di Baruch Spinoza, contribuendo, insieme a Louis Althusser e
Gilles Deleuze, alla sua riscoperta teorica. In collaborazione poi con Michael
Hardt, ha scritto libri molto influenti nella Teoria politica
contemporanea. Accanto alla sua attività teorica, ha svolto una intensa
attività di militanza politica, come co-fondatore e teorico militante delle
organizzazioni della sinistra extraparlamentare Potere Operaio e Autonomia
Operaia. A causa della sua attività politica è stato incarcerato e processato,
all'interno del processo 7 aprile, con l'accusa di aver partecipato ad atti
terroristici e d'insurrezione armata. Venne, tuttavia, assolto da queste
imputazioni, per poi venire condannato a XII anni di carcere per associazione
sovversiva e concorso morale nella rapina di Argelato. Saggi: “Stato e diritto
-- la genesi illuministica della filosofia giuridica e politica” (Padova,
Milani); “Lo storicismo” (Milano, Feltrinelli); “Forma giuridica” (Padova,
Milani); “Flosofia del diritto” (Bari, Laterza); “Il concetto di partito
politico” (Padova, Moderna); “Lo stato piano e il comune” (Milano,
Feltrinelli); “Il concetto d’integrazione nella storia di Italia” (Milano,
Giuffrè). implicature, potere-potenza, l’incubo, la differenza italiana,
grammatica politica, assemblea. Antonio Negri.
Grice: Negri, ho letto con grande interesse i suoi lavori sulla "grammatica
politica" e mi ha colpito la metafora della "fabbrica di
porcellana". Mi chiedo: in un contesto dove la conversazione filosofica è
spesso fragile, come si può evitare che la discussione politica si rompa sotto
il peso delle passioni? Negri: Caro Grice, la fragilità della conversazione è,
a mio avviso, il suo valore più grande. Bisogna accettare che il dibattito non
sia mai definitivo: è un processo, una "ginestra" leopardiana che
resiste lentamente. Per evitare le rotture, occorre coltivare un ascolto attivo
e ricercare, anche tra divergenze, una potenza comune capace di generare nuove
forme di dialogo e di politica. Grice: Mi piace il riferimento alla "lenta
ginestra": la pazienza ontologica, potremmo dire, è essenziale. Ma non
teme che, nella ricerca della potenza comune, si rischi di cadere
nell’omologazione o, peggio, nel silenziamento delle differenze individuali?
Negri: La differenza italiana, come la chiamavo nei miei saggi, è proprio ciò
che ci salva dall’omologazione. La conversazione, per me, è un’assemblea
aperta: ogni voce conta, ogni implicatura porta con sé nuove possibilità. Solo
accogliendo l’incubo dell’uniformità e trasformandolo in potere plurale,
possiamo davvero filosofare su Pinocchio senza tradire la nostra porcellana
fragile. Negri, Antonio (1955). Lo storicismo. Facolta di Giurisprudenza,
Padova.
Speranza, J. L.
(n. d.). ‘Grice e Neri: l’implicatura conversazionale
dell’aporia della realizazione Guido
Davide Neri (Milano, Lombardia): l’implicatura conversazionale dell’aporia
della realizazione – In Grice’s theory of reason-governed
conversation, meaning arises from the rational cooperation of speakers who rely
on shared maxims to generate implicatures beyond what is explicitly said, so
that philosophical problems often turn on how ordinary linguistic practices
enable or mislead our inferences. Neri’s position, as it emerges from his
aporia della realizzazione, engages this Gricean framework obliquely by
shifting attention from conversational rationality to the
historical–phenomenological tensions embedded in concepts like “realization”
and “res,” where meaning is not simply inferred but remains structurally
aporetic because it is pulled between praxis, ideology, and ontology. While
Grice treats philosophical puzzlement as something that can often be dissolved
by clarifying how language is used and what is pragmatically implied, Neri is
more skeptical of such resolution: for him, the very attempt to “realize”
concepts—whether Socratic substance, Kantian Ding an sich, or modern
objectivism—produces a kind of philosophical paralysis akin to Buridan’s ass,
in which rational governance does not close the gap between word and world but
exposes it. The contrast thus lies in Grice’s confidence that reason-governed
conversational principles can illuminate and stabilize meaning, versus Neri’s
insistence that meaning, even when rationally articulated, remains marked by
aporia rooted in historical experience and the failures of realization itself.
Grice: “Philosophers, not the ordinary chap, use ‘realise’ a lot – and not in
the sense, ‘I hadn’t realise’ – but as a verb from the Latin root ‘res’ – In
fact, I have myself engaged in such talk when I introduced my ontological
marxism and my explorations on ‘Aristotle on the multiplicity of being’ which
was once planned to appear in my ‘Way of Words.’ The keyword here is ‘entia
realissima’ – or ‘ens realissium’ in the singular. The Roman language allows
for the superlative in ways that the English language doesn’t – since ‘most
real’ can have vulgar usages that do not quite correspond with ‘realissimum.’
In ‘Aristotle on the multiplicity of being’ I propose a chain of being towards
that ens realissimum. The primary substance thus – Socrates – qualifies as ens
realissium. His wisdom is less real, and his love of wisdom is three-stages
removed from reality. When Kant introduced the ‘ding an sich’ he really did not
know what he was talking about. And some English philosophers – including
myself – have used ‘obble’ (or object) as more or less equivalent to ‘ding’ if
not ‘in sich.’ But Cicero would say that ‘thing’is a barbarism, when we have
‘res’ to replace it with!” “Any first in greats knows that!” Filosofo italiano.
Milano, Lombardia. Grice: “Neri is an interesting philosopher – he speaks of
the aporia of the realization, which is intriguing, and considers that
‘objectivism’ started with Galileo, which is realistic!” Professore a Verona. Allievo di Banfi e Paci, rappresenta una delle ultime
sintesi della Scuola di Milano, di cui riprende alcuni dei temi portanti:
ricerca fenomenologica, analisi storico-politica, studi estetici. Rispetto
ai suoi maestri, del cui pensiero è stato uno dei maggiori interpreti, sviluppa
un percorso di ricerca originale, caratterizzato da una critica delle ideologie
del Novecento e dei loro fallimenti. aporia della realizzazione, il mordo
dell’asino. Guido Davide Neri. Grice:
Carissimo Neri, mi incuriosisce davvero la tua “aporia della realizzazione”—ma
dimmi, tu quando realizzi, ti senti più vicino a Socrate o a Kant? Io,
personalmente, mi perdo sempre tra “res” e “ding an sich”! Neri: Ah Grice, se mi lasci scegliere,
preferisco l’asino di Buridano: almeno lui sa cosa non realizzare! Ma tra
Socrate e Kant, forse mi sento come Galileo: realista, sì, ma con i piedi ben
piantati sulla Luna… e la testa sulle nuvole milanesi. Grice: In effetti, la Scuola di Milano
avrebbe molto da ridire sulle nuvole! Però, mi affascina il tuo pensiero:
quando parli di “entia realissima”, mi viene voglia di proporre un brindisi
ontologico—solo che nessuno sa se il bicchiere è mezzo pieno, mezzo vuoto, o
semplicemente… realissimum! Neri: Grice,
se il bicchiere è “aporetico” allora forse è il modo migliore per discutere:
con Banfi e Paci avremmo scritto cento pagine solo per realizzare se fosse di
vetro o di ideologia! E comunque, meglio un brindisi filosofico che un “mordo
dell’asino” troppo serio—che la filosofia, si sa, è più felice con un sorriso!
Neri, Guido Davide (1956). Contributo.
Ragionamenti. Milano.
Speranza, J. L.
(n. d.). ‘Grice e Nesi: la ragione conversazionale e l’implicatura
conversazionale – adulescentuli oratiuncula – Sono dalle celeste sphere Venere:
perche amore inspiro: dagl’elementi fuoco: perché d’amore accendo
da uoi con vocabul greco CHARITÀ chiamata: perché col mio ardore della GRAZIA
della salute viso degni Giovanni Nesi
(Firenze, Toscana): la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale
– adulescentuli oratiuncula – In a comparative perspective, Nesi and Grice
converge on the intuition that meaning in conversation is rationally
constrained, yet they diverge sharply in how that rationality is grounded and
articulated. Nesi’s
Adulescentuli oratiuncula treats conversational reason as inseparable from
moral and affective forces such as grazia and carità, understood in a broadly
humanistic and pre-systematic way: communication succeeds because it is
animated by benevolent intention and an ethos of harmony inherited from
classical and Christian sources, even when these are blurred by etymological
and mythological confusions between grace, charity, and the Charites. Grice, by
contrast, strips conversational rationality of its theological and rhetorical
clothing and recasts it as a formally articulable, reason-governed practice: conversational
meaning arises from speakers’ recognition of intentions constrained by shared
norms of cooperation, candour, and benevolence, without requiring moral
edification or salvific purpose. Where Nesi treats carità as an animating
virtue of discourse, closely aligned with grace and human flourishing, Grice
reinterprets benevolence in minimal, analytical terms, as the presupposition
that interlocutors are not malevolent and are aiming at mutual understanding.
Thus, while Nesi anticipates aspects of the principle of charity by
foregrounding charitable interpretation as a condition of meaningful exchange,
Grice transforms this insight into a rigorously secular account of implicature,
in which conversational meaning is governed not by moral exhortation but by
rational expectations about how reasonable agents use language. Sono dalle celeste sphere Venere: perche amore inspiro: dagl’elementi
fuoco: perché d’amore accendo da uoi con vocabul greco CHARITÀ chiamata:
perché col mio ardore della GRAZIA della salute viso degni –Grice: “It all
reminds me of my principle of conversational candour!” -- Filosofo italiano.
Firenze, Toscana. Grice: “I once had a fight with Nowell-Smith; he was saying
that a philosopher should not be a moralist; I told him that by that token Nesi
wasn’t one!” – “De moribus” Figlio di Francesco di Giovanni e di Nera di
Giovanni Spinelli, si dedica interamente agli studi filosofici. Strinsge
stretti rapporti con i principali umanisti fiorentini dell'epoca, tra cui
ACCIAIUOLI e FICINO . Influenzato dall'operato di Savonarola, ricopre anche
diverse cariche politiche. Altri saggi: “Adulescentuli oratiuncula”; “Orazione
del corpo di Cristo”; “Orazione de Eucharestia” “ Orazione sull'umiltà” “Sulla
carità”; “De moribus”; “De charitate”; “Oraculum de novo saeculo, Canzoniere,
Poema. Treccan Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto
dell'Enciclopedia Italiana. Obviously, Nesi is not having Davidson in
mind. But
Nesi is wrong in identifying GRAZIA with CHARITA, ‘greco vocabull” – this is an
etymological blunder. The charities were indeed three – Eglea, Eufrosina, e
Talia – and they danced mainly to eroticse Mars, or more frequently Giove and
Mars together --. adulescentuli oratiuncula, principle of charity, Davidson on
charity on Grice. Who was the first Englishman to use ‘charity’ as a
hermeneutic principle? Butler. Grice speaks of self-love and benevolence.
Benevolence – and charity? Grice is not so much concerned with Beneficenza or
Malificenza, but with Benevolenza, and Malevolenza – where does charity fit?
What was Ciceronian for charity. What is pre-Christian about charity? Charisma, charitas, folk etymological confusion here – caritativo – carita
– caro, “le tre carità in armónico conubio” “tre carità”. Grice: Caro Nesi,
leggendo la tua “Adulescentuli oratiuncula” mi è venuto in mente il mio
principio di candore conversazionale! Dirò di più: la tua capacità di
intrecciare filosofia e pathos umanistico è davvero ammirevole. Ma dimmi, come
nasce in te questa attenzione così viva per la grazia e la carità? Nesi:
Gentilissimo Grice, ti ringrazio di cuore! Sai, la mia formazione a Firenze, a
stretto contatto con Acciaiuoli e Ficino, mi ha insegnato che la grazia e la
carità non sono solo concetti teologici, ma forze motrici dell’anima e della
buona conversazione. Senza carità – intesa come benevolenza – anche la
filosofia rischia di diventare sterile esercizio retorico. Grice: Sono
d’accordo, Nesi! Proprio come la tua interpretazione della carità va oltre la
semplice beneficenza, anche il mio principio di charity invita a interpretare
le parole dell’altro nella loro luce migliore. Talvolta però mi domando: non
rischiamo, così facendo, di confondere carità e grazia, o addirittura di cadere
in qualche equivoco etimologico? Nesi: Grice, tocchi un punto delicato! In
effetti, la lingua può trarci in inganno: le tre carità – Eglea, Eufrosina e
Talia – nascono da miti antichi, ben diversi dalla carità cristiana. Tuttavia,
credo che tra la tua benevolenza conversazionale e la mia ricerca di armonia interiore
ci sia un filo rosso: quello che, se ben seguito, trasforma la parola in
strumento di grazia, e la conversazione in esercizio di autentica umanità.
Nesi, Giovanni (1472). Adulescentuli oratiuncula: orazione pronunciata davanti
alla Compagnia di San Niccolò. Firenze.
Commenti
Posta un commento