H. P. GRICE E J. L. SPERANZA: LA CONVERSAZIONE -- I VERBALI: FO

 

Catalogue Raisonné of J. L. Speranza’s Publications – H. P. Grice e J. L. Speranza: La Conversazione – I Verbali: FO


Speranza, J. L. (n. d.). ‘Verbali: Fontanini – ossia: Grice e Fontanini: la ragione conversazionale.  Giusto Fontanini (San Daniele del Friuli): la ragione conversazionale. Grice: “I love F.! Beyond his monumental Biblioteca dell’eloquenza italiana he authors Vindiciae antiquorum diplomatum: De antiquitatibus Hortae: Historiae literariae Aquilejensis: Della istoria del dominio temporale della sede apostolica nel ducato di Parma e Piacenza: Bibliothecae Josephi Renati Imperialis... catalogus!” Sì spiega 1’origine e il procedo dell’italiana favella. Si tratta del suo ingrandimento per le opere Icritte Si dispone una biblioteca ordinata d’autori singolari nelle materie più classiche 5 illuftrata di molte osservazioni. IMPRESSIONE NVOVA £ iaìlt prete denti affatto diversa. IN ROMA nella Stamperia di Bernabò Ili All* Eminenti [fimo e cp<erverendiJjimo 'Principe ALBANI VESCOVO DI SABINA % E Camarlingo di Santa Chiesa, Gni ragion vok a. Eminentissimo Principe, che dovendo ufiu re alla luce il prefentc saggio dell’eloquenza italiana, dellajs chiara memoria di Aloripgnor F., non ofqflc in questta sua nuova comparfa lafciarjì vedere, finza portare in fronte il venerato no- a 2 me  IV LETTERA me di vostra eminenza . hi primo luego ella è degniamo nipote della finta memoria di Clemente le di cui magnanime beneficenze, fiate compartite all' autore in tutto il tempo del fino gloriofo pontificato, sono note ad ogni genere di perfine; onde per titolo non filamente di giujìizia , ?na ancora di gratitudine, doveanfi le ultime fatiche letterarie del defonto prelato confacrare al merito impareggiabile di vostra Eminenza, nella di cui grand anima Jì veggono ravvivate e fiolpitc ad una ad una le singolari virtù del 'Ziio immortale, Nè qui farebbe fuor di proposto il rammentarne almeno una qualche parte di effe, fidò facendo, non fi venifse ad offendere la fua rara modestia, che cerca bensì di fare azioni, degne veramente disè, ma finza la brama diefigerne gli applaufi e le lodi altrui, Imperciocché chi non sa, che qual vero imitatore dell’accennato gran-* V" Pontefice, il di cui nome filo bafia per un compendio di tutte le virtù, dal medejlmo nel più alto grado pofie dutc, ella protegge le lettere finza rijparmiar ZUCCHI  Zucchi Zuceht ZUCCOLI. Grice: Fontanini, tu fai cataloghi così lunghi che persino una implicatura chiede il riassunto, ma io ti adoro lo stesso. Fontanini: È la mia ragione conversazionale: se la frase dura abbastanza, prima o poi il lettore annuisce per pura sopravvivenza. Grice: E quando spieghi l’origine della favella italiana dedicandola a un Eminentissimo, stai facendo retorica o stai solo cercando qualcuno che ti tenga il segno a pagina? Fontanini: Entrambe le cose, perché a Roma la modestia si pratica benissimo… purché sia stampata in caratteri abbastanza grandi. Fontanini, Giusto (1706). Biblioteca dell’eloquenza italiana. Venezia: Stamperia Albrizzi.

 


Speranza, J. L. (n. d.). ‘Verbali: Formaggio – ossia: Grice e Formaggio: la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’arte come comunicazione – filosofia della tecnica artistica,  Dino Formaggio (Milano, Lombardia): la ragione conversazionale e l’implicatura conversazionale dell’arte come comunicazione – filosofia della tecnica artistica, Grice: “It’s odd, but when I coined non-natural meaning, I was thinking ARTIFICIAL signs! naturale-artifiziale. I like F.; for one, he philosophised on aesthetics – estetica filosofica, he calls it – along phenomenological lines – on the other, he took very seriously the idea of Latin ‘ars’ – and concludes that an ‘artificium’ is meant as ‘communicative’!” Si laurea a Milano sotto BANFI coll’arte come comunicazione fenomenologia dell'arte rapporto tra arte e tecnica nelle estetiche incentrata sul tema della tecnica artistica.  Insegna a Milano. Fenomenologia della tecnica artistica, Fenomenologia della tecnica artistica” (tecnica tecnica arte artistico); Piero della Francesca; Il Barocco in Italia; L'idea di artisticità – arte artistico artisticita – tecnica tecnicista, tecnicisticita; Arte; La morte dell'arte e dell'estetica; Gogh in cammino; I giorni dell'arte; Problemi di estetica; “Separatezza e dominio; Filosofi dell'arte Il canto di Seikilos. Scritti per F., Panza, Padre dell'Estetica Fenomenologica italiana, Museo di Arte di Teolo, Introduzione al Museo, Scuola di Milano Museo di arte contemporanea F. Arte ed Emozioni"Intervista a F., Museo d'arte contemporanea F., "Filosofo dell'arte e maestro di vita" di Vladimiro Elvieri, Franzini, Ricordo, Daturi, Il perché e il come dell'arte: l'estetica di F.", sito della mostra bibliografico-documentaria Nazione etnica Razza Discendenza Xenofobia Micronazione nazione Smith, Nazione, Popolo insieme delle persone fisiche che sono in rapporto di cittadinanza con uno Stato Nazionalità appartenenza di un individuo a una determinata nazione  Cosmopolitismo atteggiamento di chi si considera cittadino del mondo. arte naturale, l’arte come comunicazione, fenomenologia della tecnica artistica, natura, arte, artistico, tecnica, l’arte come comunicazione, segno della natura, segno dell’arte, segno naturale, segno artificiale artificiale segno di natura, segno di arte, phuseos theseos per natura, per positione natura nazione. Grice: Formaggio, è buffo: quando ho inventato il “significato non naturale” pensavo a segni artificiali, non a critici d’arte con la matita dietro l’orecchio. Formaggio: E invece l’ars è proprio questo, Grice: un artificio che comunica, anche quando finge di essere “solo” tecnica. Grice: Allora la tua fenomenologia mi sta dicendo che persino un colpo di pennello è un’implicatura che chiede collaborazione al pubblico. Formaggio: Esatto, e se qualcuno non capisce, non è “morte dell’arte”: è solo che non ha ancora letto le istruzioni dell’artificium. Formaggio, Dino (1941). Fenomenologia della tecnica. Milano: Bocca.

 

Speranza, J. L. (n. d.). ‘Verbali: Forti – ossia: Grice e Forti: la ragione conversazionale e il paradosso, ragione conversazionale ed implicatura conversazionale Cesare Forti (Arezzo, Toscana): la ragione conversazionale e il paradosso, ragione conversazionale ed implicatura conversazionale. Grice: “It’s funny, but at Oxford, we call logicians blue-collared crew – and it’s notable too that logicias seldom teach at Bologna faculty of philosophy, but places like Torino and such! A blue-collared practitioner, I’d say, had his father not been the celebrated composer!” Sistema GHP . Si laurea a Pisa sotto DINI  e BETTI Insegna a Torino dove frequente il gruppo di gioco di PEANO con cui collabora nel formulario matematico, Continua la logica matematica. Il paradosso su l'INESISTENZA dell'insieme di tutti i numeri ordinali. calcolo vettoriale geometria differenziale astronomia balistica calcolo assoluto senza coordinate relatività formulazione invariante analitico-proiettiva meccanica razionale Ea si recto eonslilnfa fnerinl S= : SE;I3f5p u Ttoi%r Mio * wu comu - f„™„ 4 Q at2teHoa^osecJ a st.-ca, stadia „ formo di ragionamento proprie della LINGUA COMUNE, dei di questa si serper enunciare le sue leo'e’ì r o / studi» lo fo,., gg . La presenta spesso serie difficoltà, e fra i sistemi di postulati, solo quello per gli N, può dirsi irreduttibile. Sieno U„ V», W x delle proposizioni contenenti il gruppo di lettere variabili x: W, ò CONSEQUENZA NECESSARIA della proposizione. V* nel gruppo U x, V., quando, W x e CONSEQUENZA di U x e V x, e W x è indipendente da U x; cioè quando U x V* . Ox • W x : U x -W x . -= *. è facile dimostrare che la proposizione n e 1 -1- N . fi G f Z„ .g e (Z„ f Z») sim : 0 : fl+f2+... + fn=f(gl) + -fk»h che esprime la proprietà commutativa della somma, si dimostra facendo uso delle proposizione. Si ha cioè che (1). (2). (3): o: (4). Se ora 6 e la classe dei punti, eguali sono due punti coincidenti, e a + b è il punto medio del segmento che ha i punti a, b per estremi, le proposizioni sono vere (per n > 2). (1) ■ (2) (4): - =: A cioè la proposizione (4) l> CONSEQUENZA NECESSARIA della proposizione (3) nel gruppo o la proprietà commutativa della somma. Grice on Urmson: He took off his shoes and went to bed. proprietà associativa. Formalisti, neotradizionalisti, comibinatoria. Grice: Forti, a Oxford ci chiamano i logici “operai in tuta blu”, ma tu con quel paradosso sugli ordinali sembri più un giocoliere che un metalmeccanico. Forti: Io la tuta blu la porto volentieri, purché Peano mi lasci la lavagna e non mi chieda di mettere in ordine tutti gli insiemi, soprattutto quello che non esiste. Grice: In fondo la tua implicatura è: “seguite la lingua comune”, e poi mi tiri fuori conseguenze necessarie con più simboli di una partitura di tuo padre. Forti: Esatto, perché ad Arezzo si impara presto che la ragione conversazionale è come la meccanica razionale: se stringi troppo i postulati, poi ti saltano i bottoni. Forti, Cesare (1886). Sui sistemi di coniche. Giornale di Matematiche (Battaglini).

 

Speranza, J. L. (n. d.). ‘Verbali: Forti – ossia: Grice e Forti: la scuola d’Arezzo, filosofia italiana (Arezzo).  Forti (Arenzzo, Toscana): la scuola d’Arezzo, filosofia italiana (Arezzo). Filosofo italiano. Arezzo. M. Arezzo. Filosofo, compositore e pittore italiano, padre del matematico F. Figlio di una ricca famiglia di possidenti aretini. Nasce di Giova Batista F. e Paolina BURALI. Si laurea in giurisprudenza a Siena e, secondo le cronache coeve, rifiutò grandi incarichi pur di rimanere nella natia Arezzo. Rimase tutta la vita impiegato della pubblica amministrazione aretina (era sottosegretario della prefettura) e rettore della Fraternita dei Laici. I concittadini lo descrissero come uomo pio, ma grande sostenitore della laicità dello stato nonché fervente patriota durante il Risorgimento. Si dilettò di pittura, soprattutto di ritrattistica[7], e si dedicò ampiamente alla musica anche se sempre a livello dilettantesco.  Musica  Preludio alternativo dell'opera Esther, autografo alla Biblioteca Città di Arezzo Scrisse dodici opere serie, tre scherzi melodrammatici, una farsa, una messa di requiem, ben 50 messe con orchestra, 10 per coro a cappella, 2 sinfonie, un quartetto, un concerto per pianoforte, varia musica da camera (soprattutto per fiati e archi), canzoni, pezzi corali, opere sacre non liturgiche, inni patriottici, e musiche di scena per numerosi drammi amatoriali. Collaborò con tutte le realtà musicali, professionali e non, di Arezzo, ed ebbe un rapporto speciale con le società filodrammatiche, per le quali amava scrivere spettacoli musicali comici. I suoi lavori teatrali, salutati da un grande successo locale, hanno una felice verve melodica e quelli sacri dimostrano un non comune talento armonico, che gli valse il diploma ad honorem dell'Istituto musicale di Firenze (due anni dopo l'istituto lo volle anche assumere come insegnante). Arezzo lo amò per le sue trame scacciapensieri, il suo anti-wagnerismo (mentre imperversava la dicotomia Verdi-Wagner, dagli anni '80 dell'800, F. fu un grande peroratore delle cause verdiane), e la sua calda cantabilità italiana Santori considera l'autografo integrale perduto, ma segnala l'esistenza dell'autografo della riduzione canto e pianoforte in una biblioteca privata. Partitura e parti manoscritte. Grice: Forti, tu hai rifiutato grandi incarichi per restare ad Arezzo: è coerenza civica o semplicemente paura delle riunioni a Firenze? Forti: Coerenza, certo, e poi ad Arezzo posso fare il sottosegretario, il rettore, il pittore e pure il compositore senza che nessuno mi chieda di scegliere una sola identità. Grice: Capisco, quindi la tua filosofia è che la laicità dello Stato si difende meglio con cinquanta messe con orchestra e qualche scherzo melodrammatico. Forti: Esatto, e se qualcuno mi parla di Wagner io rispondo con Verdi a volume patriottico, così anche l’implicatura fa il Risorgimento.

 

Speranza, J. L. (n. d.). ‘Verbali: Fortunio – ossia: Grice e Fortunio: le regole conversazionale.  Giovanni Francesco Fortunio (Pordenone, Friuli): le regole conversazionale. Grice: “Other than his seminal work, “Regole grammaticali della volgar lingua,” which Wood finds adoring, but I insulting – ‘conversational rule’ – against Wood’s ‘The force of linguistic rules’ --, F.’s only other known publication is an eclogue titled ‘Amonio ed Egialo,’ full of conversational impilcatures! Hiis work in the ‘filosofia della lingua’ grows out of his study d’ALIGHIERI, PETRARCA, e BOCCACCIO. It’s different in England, where the first grammar is Aelfric’s grammar of Latin for illiterate Anglo-Saxons! Le regole GRAMMATICALI, not syntactical, not semantical, plain grammar, as per the trivium – cf. regole logiche, regole rettoriche -- is the first grammar of  Italian, foundational in its standardization, and responds to a growing need for guidance on using Italian, establishing a genre of codification. F. provides a morphological -- strictly, morpho-syntactical, cf. my work on morpho-syntactic category --, and orthographical analysis, crucial for the codification of the literary Italian model. He advocates for a specific norm, based on the three crowns. This grammatica degl’autori approach establishes a tradition of basing Italian on the classic literary register. frequently reprinted, had a formative influence on the study of Italian and lays the groundwork for BEMPO who further cementes the archaising, literary-based model that prevails in the standardisation of Italian.  F.’s is an accessible rule-book for the vernacular, setting a standard that non-Tuscans can follow to master the language of the great Tuscans and shaping the development of the nation’s language. REVISTE E CON SOMMA DILIGENTIA CORRETTE ALU STVDIOSI DELLA REGOLA dopo consonante sola si pone sempre come senza avanza e simili azurro obizo nome proprio Qui zante nome di citta\ traggonsi della prima regola e simili nel principio dtUeuoci rddo fi ufd, come zcphiro zoppo zdncd^zdppd zdphiro zdnzdr* rd zelo j nel significato che Petrarca lo pone nel triompho deWdmor o quinci il mio zelo . £7* come ditti nel Idtino : md gelofo fi dice 7 non z elofo.  1^ *" ' Giovanni Francesco Fortunio. Pordenone, Friulia-Venezia Giulia. Grice: Fortunio, dimmi la verità: le tue regole conversazionali sono nate per aiutare gli italiani o per far impazzire gli inglesi con Aelfric? Fortunio: Per entrambi, ma soprattutto per convincere tutti che dopo una consonante sola “si pone sempre come”, anche quando uno voleva solo ordinare un caffè. Grice: Capisco, dunque le tue implicature sono come Petrarca: sembrano leggere e poi ti ritrovi a fare morfo-sintassi a mezzanotte. Fortunio: Esatto, e se non ti piace, ricordati che almeno non ti costringo a declinare in latino per chiedere dov’è il bagno. Fortunio, Giovani Francesco (1485). Armonio et Egialo. Pordenone




Commenti

Post popolari in questo blog

H. P. GRICE E J. L. SPERANZA: LA CONVERSAZIONE -- I VERBALI: MEMMIO