H. P. GRICE E J. L. SPERANZA: LA CONVERSAZIONE -- I VERBALI: GU

 

Catalogue Raisonné of J. L. Speranza’s Publications – H. P. Grice e J. L. Speranza: La Conversazione – I Verbali: GU

 

Verbali: Guarini

Grice: Caro Guarini, ho sempre pensato che costruire una chiesa sia come architettare una buona conversazione: serve una solida base e qualche colonna di benevolenza, vero? Guarini: Ah, Paul, se solo avessi potuto mettere le mie cupole sopra le tue implicature! Ogni volta che progettavo, mi chiedevo se il tetto avrebbe retto le battute degli studenti. Grice: E se la struttura vacilla? Basta una revisione dei conti, come hai fatto tu! Ma attenzione ai presunti ammanchi: la filosofia e l’architettura hanno un unico punto debole, il cassiere distratto. Guarini: Paul, ti assicuro che tra avanzi e pilastri, la vera arte è far quadrare le idee. E se qualche cappella sparisce, basta scrivere una tragicommedia: così almeno ridiamo tutti, anche i revisori!

 

Verbali: Guicciardini

Grice: Guicciardini, ammetto che la ragione dello Stato mi è sempre sembrata una faccenda da equilibristi. Tra popoli desiderosi di cose nuove e governanti che li tengono buoni col terrore, a Oxford ci limitiamo a discutere e nessuno osa praticare! Guicciardini: Paul, ti dirò, tra Machiavelli e me c’è stato un duello degno di una saga epica. Lui preferiva colpire con entusiasmo e poesia, io con logica fredda e una buona dose di pazienza fiorentina. La ragione di Stato non è per cuori teneri! Grice: Ah, Francesco, mi piace come smascheri le fallacie e lasci l’avversario in mutande! Però, ammettiamolo, sarebbe stato divertente vedere Machiavelli alle prese con le tue osservazioni, magari in una partita a scacchi dove ogni mossa è un implicatura nascosta! Guicciardini: Paul, la storia è piena di giganti e di duelli, ma alla fine la vittoria va spesso a chi sa ridere dei propri nemici e sa farsi guidare dalla ragione senza perdere la voglia di un buon bicchiere di vino. Sul campo politico, l’umorismo è la miglior difesa!

 

Verbali: Guzzo

Grice: Caro Guzzo, mi hanno sempre stupito le tue “pagine di filosofi per i giovani italiani”. Ma dimmi, come hai scelto tra idealisti ed empiristi? Hai tirato una moneta, o hai lasciato che ti guidasse la Sphinx della tua rivista? Guzzo: Grice, la Sphinx mi ha sussurrato all’orecchio! In realtà, ogni filosofo merita una pagina, ma non tutti accettano di stare in compagnia. Tra Kant, Spinoza e Bruno, a volte ci vuole un po’ di attualismo gentiliano per mettere ordine. Grice: E allora, dove metti Boezio? Lo metti tra gli idealisti o lo lasci latinizzare Porfirio da solo, mentre gli empiristi si divertono a misurare la grandezza della Biblioteca Italiana di Filosofia? Guzzo: Boezio, poverino, finisce sempre tra le note a margine. A Napoli lo avrebbe accolto Maturi, a Torino lo avrebbero fatto insegnare! E nel mio manuale per giovani italiani dei licei classici, c’è spazio per tutti: anche per quelli che, come Oedipus, risolvono enigmi senza mai perdere il sorriso.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

H. P. GRICE E J. L. SPERANZA: LA CONVERSAZIONE -- I VERBALI: MEMMIO