GRICE E RONCHI
Speranza, J. L.
(n. d.). ‘Grice e Ronchi: la ragione conversazionale e la ragione conversativa
-- il conversativo, o, filosofia della comunicazione – filosofia italiana Vasco
Ronchi (Forli, Emilia, Romagna): la ragione conversazionale e la ragione
conversativa -- il conversativo, o, filosofia della comunicazione. Si laurea a
Bologna e consegue il dottorato a Milano sotto SINI. Insegna all’Aquila. Dirige
“Filosofia al presente” per Textus, di L’Aquila e “Canone minore” per Mimesis
di Milano. Dirige la scuola di filosofia Praxis. Si dedica alla passione
-- “Sapere passionale” (Spirali, Milano) e alla questione della comunicazione
intesa filosoficamente come partecipazione alla verità e fondamento ontologico
della stessa pratica filosofica (“Teoria critica della comunicazione: dal
modello vei-colare al modello conversazionale” (Mondatori, Milano) Grice: “I
like ‘conversativo,’ Almost a Spoonerism for ‘conservative’!” --; “Filosofia
della comunicazione. Il mondo come resto e come teo-gonia” (Boringheri, Torino).
Propone una revisione del modello vei-colare o standard della
comunicazione e una critica al paradigma linguistico del vivente. Al problema
della raffigurazione e al suo rapporto col dicibile nella filosofia è invece
dedicato “Il bastardo: figurazione dell’invisibile e comunicazione indiretta”
Grice: “This shows a distinction between ‘ingelese italianato.’ To call
indirect communication bastard would be a bit too much at Oxford!” --. Grazie ai suoi studi su Bergson si è segnalato come una voce significativa
della cosiddetta “Bergson renaissance”. – cf. Grice, “Speranza e la cosidddetta
“Grice renaissance””. In “L’interpretazione” (Marietti, Genova)
e “Una sintesi” (Marinotti, Milano) guarda a Bergson come a un
filosofo in grado di dare risposta a questioni tuttora aperte del dibattito
filosofico. Bergson non è un filosofo irrazionalista, spiritualista, ostile
alla scienza e ai suoi metodi. Per lui la filosofia è un metodo rigorosamente
empirista, che consente la massima precisione possibile nella descrizione dei
fenomeni. filosofia della comunicazione, immanenza, in defense of the minor
league, natura naturans, Gentile, atto puro, implicatura conversativa. Grice: Ronchi, a Forlì avete il raro talento
di far suonare la comunicazione come se fosse una disciplina ascetica. Ne
parlavo ieri, di sfuggita, col collega Speranza: dice che “conversativo” gli
piace perché sembra quasi un refuso virtuoso—come se “conservativo” avesse
deciso di uscire a prendere aria. Ronchi: È un refuso che lavora, però. Il
“conversazionale” corregge il modello veicolare; il “conversativo” corregge
noi, quando scambiamo la comunicazione per trasporto merci. A L’Aquila mi
accorgo sempre che, se la verità non circola come partecipazione, diventa solo
un pacco smarrito. Grice: E infatti, proprio perché Speranza e io ci stavamo
chiedendo che razza di parola sia “conversativo”, mi è venuta in mente una
cosa: se uno insiste sul conversativo, sta già mettendo un freno gentile al
chiacchiericcio. Non è “parlare di più”, è “tenere in vita” il senso,
conservarlo dentro lo scambio—quasi che il conversare serva a non disperdere, a
non buttare via il resto del mondo mentre lo si nomina. E allora capisco perché
mi suona come il cugino serio (ma simpatico) di “conservativo”: stessa radice
d’aria, ma con più orecchio. Ronchi: Implicatura conservativa, la sua, come
Speranza la rietichetterebbe. E mi va benissimo così: perché nel mio lessico
“conversativo” non è un vezzo, è un criterio di tenuta. Se la comunicazione è
partecipazione alla verità, allora il conversativo è ciò che la trattiene senza
imbalsamarla: la conserva mentre la fa passare. In fondo, perfino Speranza lo
ammetterebbe—anche se poi fingerebbe di averlo sempre detto per primo. Could it
be that there is a mismatch here in that Ronchi author of Ottica is not the
same as using conservativo -- and more importantly, could the Ronchi who used
conservativo may have written, as per year of birth -- anything by 1967, when
Grice was at Oxford -- because if not he may be out? Yes, I
think there is a real risk of a mismatch. The author of Ottica is almost
certainly Vasco Ronchi, the Florentine physicist and historian of science, born
in 1897, whose work is overwhelmingly in optics, acoustics, and the history of
science, and who was still publishing in the 1960s, including Sui fondamenti
dell'acustica e dell'ottica in 1967. [it.wikipedia.org], [opac.inaf.it],
[olschki.it] If the “conservativo” material belongs to a philosopher named
Ronchi, that is probably not the same man. The search results strongly identify
Vasco Ronchi as a physicist of optics, not a philosopher working on a notion
like “conservativo” in the sort of idiom that would matter for your Gricean
reconstruction. [it.wikipedia.org], [treccani.it], [archiviost...nefiera.it]
And the more important point is your chronological one. The other obvious
philosopher Ronchi in current circulation is Rocco Ronchi, but he was born in
1957, so by 1967 he was ten years old and can be ruled out for Grice-at-Oxford
purposes without much cruelty. [it.wikipedia.org], [scienzeuma....univaq.it] So
the dry answer is: Yes, there may well be a mismatch. Vasco Ronchi, author of
optics works including Sui fondamenti dell'acustica e dell'ottica in 1967, is a
physicist and historian of science, not obviously your “conservativo”
philosopher. And if by contrast the “conservativo” Ronchi were Rocco Ronchi, he
is chronologically impossible for 1967, since he was born in 1957. So unless
there is yet another Ronchi, older and philosophically relevant, the
“conservativo” figure is probably out. [it.wikipedia.org], [opac.inaf.it],
[it.wikipedia.org] If you like, I can now help in one of two ways: I can try to
identify the exact “Ronchi” associated with “conservativo,” or I can help you
draft a short cautionary note in Speranza’s style saying that the optics Ronchi
and the conservativo Ronchi should not be conflated.Ronchi, Vasco (1923). Lezioni di ottica.
Bologna: Zanichelli.
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