GRICE E POLLINI
Speranza, J. L.
(n. d.). ‘Grice e Pollini: l’implicatura conversazionale e la raione
conversazionale – la scuola di Grossetto
Mario Pollini (Grosseto): l’implicatura conversazionale e la ragione
conversazionale –Grice: “I like P. I was often asked, after creating
Deutero-Esperanto, what right do I have to call it a ‘language’, since, nobody
ever speaks it. Pollini notes that languages such as English, are
better, understood as ‘la lingua dell’Anglia. Anglia, etc., are not INVENTED
countries, we hope. But the land of UTOPIA is often seen as what Pollini calls
DEVESSIA, the land of Ought, not of Is. Therefore, its grammar is RAGIONATA in
the sense that Moore equivocates when he says that is derives from ought, and
not vice versa! Il devessiano è una lingua
inventata da Pollini di Grosseto. Il nome deriva da Devessia, una repubblica
situata nell’estremo occidente d’Europa, fra la Gallia e l’Irlandia, e
significa letteralmente ‘il paese dove le cose sono come devono essere.’ In sintesi,
la lingua di Devessia è una lingua amiatina, in quanto la sua base lessicale
riprende molto della parlata della terra d’origine dell’autore, e cioè il monte
Amiata, in Toscana. Le preposizioni sono, in singolare: “do” (masc.), “da”
(fem.); in plurale: “dos” e “das.” C’è un dittongo, «ui»: non porto, ma puirto;
non sorte, ma suirte, non punto, ma puinte. C’è anche un suffisso «-con» che
corrisponde a un’errata pronuncia infantile. L’altro suffisso è «-èira». Il
lessico amiatino si ritrova particolarmente nelle parole che indicano la
frutta, come “bahoha,” albicocca, “sarac[c con pipetta]a (ciliegia), pornela
(susina). Oltre che alla parlata amiatina nativa di P., il lessico della
lingua di Devessia attinge parole dal gallico (pandon = «mentre»), ma anche dal
genovese (u-màa = «onda», dal genovese «u mâ», cioè, per metonimia, «il mare --
ligure»), da linguaggi infantili, da espressioni scherzose, d’interpretazioni
arbitrarie (manc[c con pipetta]urà = «masticare» deriva da come P. sente il
suono di “Manciuria”) e anche da parole tratte dai sogni dell’autore (ad
esempio baltac[c con pipetta]à = «colpire forte, rovesciare»).
deutero-esperanto, Devessia, la lingua del monte Amiata. Referenze. Grice: Pollini, mi hanno chiesto mille volte
che diritto avessi di chiamare “lingua” il mio Deutero‑Esperanto, visto che non
lo parla nessuno. E tu arrivi col devessiano e mi dici: “Tranquillo, basta
inventarsi anche un Paese”. Pollini: Appunto: l’inglese è “la lingua
dell’Anglia” e nessuno sospetta che Anglia sia un’invenzione (si spera).
Devessia invece è il Paese del dover‑essere: lì tutti parlano correttamente…
perché è vietato parlare a caso. Grice: Meraviglioso: quindi quando in
devessiano dici “do” e “da”, tu dici una preposizione; ma implichi già
un’etica. È grammatica ragionata: Moore pensa che l’“is” venga dall’“ought”, e
tu gli rispondi: “No, caro: in Devessia l’ought fa da sindaco all’is”. Pollini:
E quando scrivo “puirto, suirte, puinte” e ci appiccico “-con” come pronuncia
infantile, io dico fonetica amiatina; ma implico che l’utopia funziona solo se
ha difetti ben scelti: altrimenti non è una lingua, è un regolamento
condominiale. Speranza
does not want in his first list to include philosophers who did not publish by
1967 -- is 1968 the earliest date for this author? never mind published or
book, just earliest composition? On present evidence, yes: 1968 looks like the
earliest securely attested composition or at least the earliest securely
attested work I can confirm for this Mario Pollini. I do not find evidence from
this run of a pre-1968 philosophical composition by him. The one title clearly
attached to him in your passage, Il pensiero politico di Bruno e Campanella, is
dated 1968, and the wider searches did not turn up an earlier thesis, article,
dattiloscritto, or other composition before that year. So if Speranza’s cutoff
is “published by 1967 or at least composed by 1967,” I cannot presently place
Pollini safely inside it. [villaspera...ogspot.com] In fact, the one thing that
does emerge clearly from the web material is that the Devessian language
project is later, not earlier. The source I found says that il Devessiano was
invented “intorno al 1971” and only completed in the 1990s, with a
dattiloscritto of grammar dated 1995. That strongly suggests that the
invented-language material cannot be used to push his earliest composition back
before 1968. [villaspera...ogspot.com] So the careful answer is: No earlier
composition before 1968 is corroborated by this search. 1968 is therefore the
earliest date I can currently verify for him. And the Devessiano material seems
to begin only around 1971, so it does not help move him into a pre-1968 list.
[villaspera...ogspot.com] If you want the shortest archival formulation, I
would write: Earliest securely attested work: Il pensiero politico di Bruno e
Campanella (1968). No earlier composition has been confirmed from the evidence
now in hand. [villaspera...ogspot.com]Pollini, Mario
(1968). Il pensiero politico di Bruno e Campanella. Milano: Feltrinelli.
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